Storia erotica a basso costo

Sesso al telefono a basso costo

25 Luglio, 2012 11:45 AM

Storia erotica 1

(Di notte sull'autobus che mi riportava a casa)

E' una storia porno reale di un evento che mi è capitato circa un anno fa leggetela perché è molto erotica.
Innanzitutto prima di raccontarvi la storia mi presento. Mi chiamo Annalisa sono una donna felicemente sposata di 38 anni ben portati, ho un fisico asciutto, un bel corpo con un fondoschiena ben fatto, gambe lunghe e atletiche che sottolineano la mia passione per il fitness al quale dedico diverse ore della mia settimana. I miei seni sono perfetti perché sono stati corretti chirurgicamente. Sono una libera professionista ho uno studio di architettura ben avviato. Mi piace e mi è sempre piaciuto da quando ero ragazza, vestire in stile elegante e provocante allo stesso tempo quindi immaginatemi con una minigonna di raso blu stretta per evidenziare i miei glutei muscolosi e di solito porto una camicetta di lino morbida ma anch’essa attillata che a stento riesce a contenere il mio seno esuberante. I miei capezzoli spingono con forza la stoffa della mia camicia quasi a voler uscire catalizzando l’attenzione di qualunque uomo mi incontri. Diciamo che è molto difficile che passi inosservata ed anzi facilmente quando incrocio lo sguardo di un uomo questo mi appare sempre molto eccitato della mia presenza. Insomma in parole povere ho una forte propensione all’esibizionismo e mi piace molto vedere i sguardi degli uomini eccitati nel vedere le mie forme.
Veniamo alla storia.
Roma, luglio ore 22 circa pioveva e faceva caldo; tornavo dal mio studio in autobus cosa che mi capita raramente in questo caso  la mia automobile era ferma in officina per un guasto.
Entro in autobus leggermente bagnata la camicetta umida diventava quasi trasparente e si vedevano bene i miei capezzoli incollati alla stoffa … ero completamente sola e seduta con la gonna che maldestramente saliva scoprendo abbondantemente le mie gambe sino ad intravedere le  micro mutandine nere trasparenti e pensavo che sarebbe stato bello se salisse un uomo per potergli mostrare il mio bel fisico,  tale pensiero mi fece eccitare e mentre continuavo a sognare la situazione come di incanto sale sull’autobus un bel ragazzotto muscoloso, verace, doveva essere un muratore me era bello con i jeans attillati e sporchi di vernice qua e la. Notandomi mi si siede proprio di fronte ed il suo sguardo incontra il mio; entrambi arrossiamo ma non so se era per imbarazzo o eccitazione sta di fatto che io fissandolo lentamente ma proprio lentamente accavallo le gambe mostrandogli le mie mutandine che  si erano infilate inesorabilmente tra le grandi labbra della mia fica. Vedo lui eccitatissimo e mentre mi fissava si mette una mano in mezzo alle gambe quasi per voler sistemare il suo pacco diventato ingombrante dentro quei pantaloni stretti ed era proprio così. Il mio sguardo fu catturato da quei jeans che facevano vedere il suo cazzo ormai duro e soprattutto grosso e lungo… ero eccitatissima sentivo la mia fica bagnata e i miei capezzoli inturgiditi spingevano come per uscire dalla stoffa della mia camicia, a quel punto fissandolo diedi ulteriore impulso alla nostra simultanea eccitazione scavallando le gambe e con la mano presi ad accarezzarmi il ginocchio … la mia mano lentamente saliva per la coscia verso l’interno e, fissando il suo sguardo,  scansai completamente le mutandine allargando le gambe per mostrargli la mia fica completamente rasata…
Il ragazzotto si alzò, si guardò per un istante intorno ma oltre l’autista non c’era nessuno … si avvicinò e sorridendo prese da dietro la mia testa per portarla lentamente a contatto con il suo pacco duro e grosso …
Alzai lo sguardo sorridendo e aprendo la sua lampo presi il pacco che a stento riusciva ad uscire tanto era duro; lo vidi, era li proprio all’altezza della mia bocca lo tenevo oramai per mano ed iniziai ad accarezzarlo lentamente mentre facevo resistenza con la testa che lui spingeva per mettermelo in bocca … ma io non volevo lo tenevo così perché mi piaceva accarezzarlo intanto la sua mano entrò nella mia camicetta ed inizio a palparmi le tette per poi pizzicarmi il capezzolo destro; ero bagnatissima il suo cazzone a due centimetri dalla mia bocca ma resistevo fin quando una frenata un po’ brusca dell’autista  mi stacca completamente da lui ma a quel punto mi alzo in piedi e mi giro di schiena appoggiandomi al sedile e mostrando il mio culo … non passano più di due istanti quando sento alzare la mia gonna e sento spingere quel coso grosso dentro il buco del mio culetto stretto … un urlo di dolore e piacere quando lo sento dentro un entrata con forza e decisione ed inizia a sbattermi da dietro con tale violenza che le mie tette fuoriescono entrambi dalla camicia iniziando a sbattere in una danza ritmica … i colpi si fanno sempre più veloci e potenti fin quando, in silenzio, sento un liquido caldo riempirmi l’interno del mio sfintere ormai allargato da tale membro enorme.
Si stacca si ricompone ed io in fretta mi rimetto a posto le mie tette, mi abbasso la gonna e scendo alla fermata giusto in tempo.
Non ci siamo più visti ma da quel giorno solo il pensiero di quel ragazzotto che mi spingeva con forza mi fa bagnare tutta.

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